Università della Padania

Autore: admin | 7 mar 2012|

  

Università della Padania, perché?

 

L’idea dell’Università della Padania nasce dalla volontà di coinvolgere anche le più giovani generazioni del Movimento nella costruzione della proposta politica futura, approfittando di questa fase come importante momento di crescita e formazione. Una sorta di scuola politica permamente – da qui il nome di università – che dia modo alle nuove leve leghiste di sentirsi parte del processo di elaborazione del progetto futuro del Movimento. Uno strumento per raccogliere spunti e idee, creando un dibattitto e una discussione tra i giovani che permetta loro di comprendere appieno i principi e i valori che stanno alla base del programma politico della Lega. Un ulteriore mezzo per mettere in contatto i più giovani con chi da anni nel Movimento si confronta con amministrazione e politica, per garantire una sempre maggiore consapevolezza della nostra azione politica anche nelle fila dei giovani militanti e sostenitori.

Il programma dell’Università della Padania prevede che nella prima metà del 2012 si raccolgano adesioni e idee da ogni angolo della Padania con l’obiettivo di organizzare entro Natale numerosi incontri ai quattro cantoni della Padania dove sintetizzare degli spunti che possano essere di supporto al lavoro del Parlamento della Padania.

Confrontandomi spesso con i ventenni della Lega, ragazzi che stanno iniziando o completando il loro percorso formativo o che si sono appena affacciati al mercato del lavoro, ho veriricato come questa esigenza sia fortemente sentita. Infatti le speranze di futuro in questo stato, soprattutto per chi oggi ha tra 20 e 30, sono a tinte fosche. La sensazione che nessuna risposta di cambiamento possa più arrivare da Roma è ormai sempre più comune ai più. La consapevolezza che il Nord abbia in se la forza e la capacità per superare questo momento di crisi e garantirsi il posto che gli spetta tra i popoli europei è sempre più diffusa. In questo senso i giovani del Nord, aperti al confronto – stridente! – con i loro vicini transalpini, non possono che vedere con favore l’idea di una Padania autonoma, macroregione d’Europa.

Il futuro insomma continua ad essere a Nord e a Sud vorremmo solo lasciare il nostro passato e il ricordo di un’esperienza da non ripetere mai più!

Nel frattempo però non possiamo far altro che confrontarci con la situazione attuale, immutabile nonostante i ripetuti e instancabili tentativi portati avanti durante le recenti esperienze di governo della Lega Nord. Quando si parla di lavoro, almeno in Padania, non si intende soltanto il mezzo attraverso cui garantirsi la sopravvivenza economica personale. Per lavoro si intende un valore della società, al pari della famiglia, che orienta e guida la vita di ciascuno di noi. Un mezzo, che talvolta si confonde con un fine, per migliorare la condizione materiale e morale dell’intera comunità, per emancipare i nostri territori e garantendo ai cittadini la libertà, quella economica sicuramente da cui però ne discendono molte altre, e per assicurare – almeno! – le stesse possibilità e libertà che oggi a noi sono concesse dal frutto del lavoro di chi ha vissuto prima di noi.

Cominciamo da quanto apparentemente è più lontano dai giovani: le pensioni. Troppe volte ho sentito dire, anche da esponenti dell’allora governo Berlusconi, che l’ennesima riforma delle pensioni, osteggiata dalla Lega e alla fine realizzata dal governo Monti, era necessaria per garantire una sorta di giustizia generazionale. Come se i diritti dei padri fossero in competizione con quelli dei figli. La riforma oggi è diventato legge dello stato e obbligherà i lavoratori a un passo dal raggiungimento della pensione di anzianità – e sottolineo di anzianità, per oltre il 70% concentrate al Nord – a restare al proprio posto di lavoro per altri due, tre anche cinque o sei anni. Abbiamo stimato, elaborando dati INPS, e scritto, in un recente volantino dei Giovani Padani, che con la cancellazione di fatto delle pensioni di anzianità ci saranno 300 mila posti di lavoro all’anno in meno per i giovani. Questo vuol dire che di qui al 2015, grazie alla riforma delle pensioni approvata dal governo Monti, si creeranno almeno 1 milione di posti di lavoro in meno per i giovani. In piena crisi economica globale! Un doppio regalo: a chi ha lavorato una vita per costruirsi una pensione e a chi vorrebbe lavorare per costruirsi il proprio futuro.

E’ questa la giustizia generazionale? Parliamo piuttosto di giustizia territoriale allora.

E’ forse equità e giustizia l’assurda sproporzione per cui in Lombardia si diploma con il massimo dei voti un quarto degli studenti che ottengono lo stesso risultato in Campania e Calabria? Tutto questo nonostante i test nazionali e internazionali abbiano dimostrato ormai da anni che anche in questo settore, la scuola padana sia a livelli europei mentre quella meridionale a livelli sudamericani.

E’ forse una garanzia per il diritto allo studio che le università in Padania costino mediamente per studente tre o quattro volte gli atenei meridionali? E ancora, è giusto che i fondi per il diritto allo studio siano stati regionalizzati scaricando il costo dell’emigrazione scolastica sulle spalle delle Regioni che accolgono gli studenti con il risultato di lasciare solo le briciole agli studenti del Nord dove è diretto il flusso degli studenti meridionali? Paradosso dei paradossi, le università meno finanziate devono farsi carico degli studenti provenienti dagli atenei maggiormente che ricevono i maggiori contributi dal governo centrale.

E’ forse equo continuare a stabilire la retribuzione dei lavoratori dipendenti sulla base di contratti nazionali che non tengono conto delle differenze nel costo della vita tra nord e sud, tra grandi città e provincia?

Sono solo tre esempi, tra i tanti che potremmo fare, cui si risponde soltanto mettendo al centro il territorio. Quindi: 1) abolizione del valore legale del titolo di studio e un diverso accesso alle professioni per rimettere al centro il merito; 2) costi standard, federalismo e reale autonomia per le università per permettere a chi organizza efficientemente la qualità dell’istruzione di investire sulla ricerca e 3) contratti di lavoro di secondo livello per garantire alle giovani coppie di poter costruire un futuro per sé e i propri figli.

Questo si aspettano i giovani del Nord.

Un riferimento anche all’attualità: in questi giorni al centro dell’agenda del governo Monti c’è la trattativa con le parti sociali per modificare le regole del lavoro. Ma di cosa stiamo parlando? Delle tutele contro il licenziamento dei dipendenti quando le aziende in cassa integrazione in deroga, in mobilità o in liquidazione non si contano più? Certo che no. Le aziende falliscono o portano la produzione all’estero, magari ancora in Europa, ma lontano dalla Padania.

L’art. 18 dello statuto dei lavoratori è un falso problema. Parliamo piuttosto della flessibilità del lavoro, che non spaventa i giovani abituati a vivere in un paese che non lascia nessuna garanzia per il proprio futuro. Parliamo di come il lavoro a termine debba essere maggiormente remunerato per dare la possibilità di risparmiare e quindi progettare il domani. Parliamo delle banche che sono disposte a concedere finanziamenti al 100% per comprare la TV o il forno a microonde, di fatto senza garanzie, ma non mutui per l’acquisto della prima casa quando la garanzia è proprio la casa stessa. Parliamo di contratti che garantiscano la formazione dei lavoratori per raggiungere quel livello di professionalità che garantisce stabilità lavorativa.

Parliamo di quello di cui i sindacati nazionali non parlano più, asserragliati nella difesa di diritti che ormai servono solo a loro come bandiera politica. Parliamo dei problemi veri di chi lavora e di chi vorrebbe lavorare.

Su queste linee guida lavorerà l’Università della Padania e il Movimento Giovani Padani per portare quei contributi che siamo sicuri renderanno la Lega Nord il Movimento egemonico della Padania.

 

Lucio Brignoli
Coordinatore Federale
Movimento Giovani Padani 

Per ogni segnalazione, scrivi a fabio.molinari@giovanipadani.com



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