Il discorso d’insediamento di Fabrizio Cecchetti, coordinatore federale del Mup e neopresidente del Consiglio regionale della Lombardia
“E’ per me un grande onore esser chiamato a presiedere quest’Assemblea. Un onore che però non prescinde dalla consapevolezza del momento difficile che la nostra Istituzione sta vivendo. In quest’Aula sono seduti i rappresentanti eletti del Parlamento regionale della Lombardia e trovo profondamente triste che il nostro Consiglio regionale sia costantemente menzionato dalla stampa e dai media, non per il lavoro svolto, ma per altro genere di notizie.
Il primo impegno che voglio assumere davanti a voi è quello di impiegare tutte le energie possibili per garantire la giusta dignità all’Assemblea della Lombardia, un Parlamento regionale che rappresenta i quasi 10 milioni di abitanti di una della aree più industrializzate e ricche di cultura e storia, non soltanto d’Europa, ma del mondo intero.
Per inciso: dall’inizio della legislatura questo Consiglio ha fatto molto.
Ad esempio, nonostante i numeri dicano che siamo il Parlamento regionale più virtuoso d’Italia, abbiamo approvato una legge sul taglio dei costi della politica e personalmente so per certo che molti di noi, a prescindere dallo schieramento politico e dalle idee, sono sul territorio a fare politica vera, con passione e senso del dovere. Tutto ciò è certamente importante e deve essere ribadito con forza, ciononostante ritengo che le contingenze impongano uno sforzo aggiuntivo. In gioco infatti non c’è soltanto la reputazione dell’istituzione che rappresentiamo ma anche, e soprattutto, la legittimità e il valore del principio democratico e quindi, in ultima istanza, della sovranità popolare.
E’ giusto dire, come spesso si è fatto, che i problemi della gente devono entrare in quest’Aula. E’ altrettanto corretto però, e forse anche più importante, prendere coscienza di come anche il cosiddetto “Palazzo” debba aprirsi al territorio, rompendo con la logica dell’autocelebrazione in favore di un più sano pragmatismo istituzionale. Non è più il tempo di barricarsi nelle “torri d’avorio” ed è arrivata l’ora di un bagno nella realtà, indispensabile per sfatare il fastidioso luogo comune che vuole la politica come completamente sconnessa dal mondo esterno e impegnata unicamente nella difesa dei propri privilegi. Bisogna quindi che siano le Istituzioni ad entrare nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nei mercati, ad andare da commercianti e artigiani, utilizzando al meglio anche mezzi di comunicazione moderni come la rete.
Per fare ciò è necessario però che il Consiglio assuma il ruolo di primo piano che gli spetta e che non sia ridotto alla funzione di mero organo di ratifica delle decisioni assunte dalla Giunta Regionale. In tutte le democrazie infatti è il Parlamento, in quanto potere legislativo, ad essere sovrano.
In questo difficile momento economico il Consiglio regionale può e deve fare tanto. Abbiamo infatti la facoltà di legiferare in ambiti molto importanti e credo si debba pensare anzitutto a soluzioni adatte che riescano a garantire alle nostre famiglie, ai lavoratori e alle imprese il sostegno necessario per superare questo drammatico momento di crisi.
A questo riguardo è chiaro che il compito risulterebbe più facile se la Regione potesse usufruire di quelle risorse che, pur essendo dei lombardi, sono congelate dal patto di stabilità. Data la scarsità di fondi e considerato l’altissimo livello della pressione fiscale, un ragionamento su come sbloccare queste risorse non è più rimandabile. Allo stesso modo risulta essere ineludibile una riflessione più generale sulla riforma federale che, purtroppo, ha visto una battuta d’arresto con l’avvento del nuovo Governo nazionale.
Un altro aspetto che vorrei valorizzare nel corso della restante parte della legislatura è la difesa dell’autonomia di Regione Lombardia. Per come la vedo io il ruolo naturale di garante di queste prerogative spetta proprio al Consiglio regionale. E’ in quest’Aula infatti che si è approvato il nostro Statuto e ritengo che sia quest’Aula a doversi mettere in prima linea per difendere i principi in esso contenuti.
Ritengo che le Regioni, nessuna esclusa, non stiano sfruttando nella maniera più opportuna gli spazi di manovra concessi dalla riforma del Titolo V della Costituzione. Accade troppo spesso infatti che lo Stato emani leggi che invadano in modo esplicito gli ambiti dell’attività regionale, in ciò supportato da una serie di interpretazioni penalizzanti per le Regioni da parte della Corte Costituzionale.
Per evitare che questo accada una soluzione potrebbe passare dal potenziamento del supporto tecnico-giuridico nella fase di lavoro delle commissioni. In questo modo si potrebbe giungere all’elaborazione di leggi strutturalmente più forti, rendendo così più difficili possibili ricorsi alla Consulta da parte del Governo.
Inoltre credo sia importante, per la nostra Assemblea, continuare e rafforzare il percorso di collaborazione e integrazione con gli organi legislativi di quelle Regioni padane ed europee che, per ragioni culturali ed economiche, sono a noi più vicine. Mi riferisco in particolare alle zone della Mitteleuropa e ai “Quattro motori” dell’Unione che, oltre alla nostra Lombardia, comprendono il Baden Wuttenberg, la Catalunya e le Rhone-Alpes.
Potenziare questi rapporti si tradurrà in un investimento sul futuro; la crisi degli Stati-Nazione lascia infatti intravedere la possibile formazione di modelli nuovi e originali basati sui territori ed è importante che la Lombardia, in questa fase, sia in prima linea. Inoltre, far fronte comune con le realtà a noi affini può fornire un serio aiuto e una via d’uscita dalla crisi economica che stiamo attraversando.
Avviandomi verso la conclusione vorrei fare alcune considerazioni personali. Mi hanno detto che, ad oggi, sono il più giovane membro della CALRE, ovvero la Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti regionali europei. Si parla spesso di lasciare più spazi alle “nuove leve” e credo sia assolutamente giusto. Sento su di me il peso di una grande e importante responsabilità e proprio per questo vi chiedo di supportarmi con consigli e proposte perché farò tesoro delle vostre esperienze.
Ritengo doveroso ringraziare da subito tutti i colleghi di questo Consiglio regionale, i membri dell’Ufficio di Presidenza e il mio predecessore, Davide Boni, per il lavoro che ha svolto in questi anni e per il coraggio e il rispetto dimostrato verso l’Istituzione di cui facciamo parte. Un ringraziamento particolare va poi al Movimento politico a cui appartengo, la Lega Nord, che mi ha concesso di arrivare fino a qui e mi ha trasmesso la voglia di rendermi utile per il territorio in cui ho avuto la fortuna di nascere.
Concedetemi infine un pensiero: fare politica con passione può dare veramente tante soddisfazioni, ma significa anche sacrificare molto del proprio tempo agli affetti personali e questo diventa ancora più vero nel momento in cui ci si assume importanti responsabilità istituzionali. In questo momento quindi non posso fare a meno di rivolgere un pensiero alla mia famiglia e a tutti gli amici che oggi, come ieri, hanno avuto la pazienza e la voglia di starmi accanto, continuando a incoraggiarmi e a sostenermi.
Concludo garantendovi nuovamente tutto l’impegno e la mia totale disponibilità verso tutti voi, ma soprattutto nei riguardi dei lombardi che abbiamo l’onore e il dovere di rappresentare.
Di nuovo, grazie a tutti. Viva la Lombardia!”














































