Articoli della categoria "buoni e cattivi maestri"
Giovanni Lindo Ferretti – dai CCCP al Crinale
24 giugno 2012
Giovanni Lindo Ferretti :
una biografia per citazioni
“Voglio rifugiarmi sotto al Patto di Varsavia: voglio un piano quinquennale, la stabilità.”
“Fare il cantante dei CCCP è stata una casualità, non avevo mai pensato di fare qualcosa del genere: non avevo nessuna preparazione musicale e di questo ho fatto la mia forza.”
“Sono sempre stato sull'orlo dell'illegalità. Ho permesso che un'intera generazione sbagliasse, mi sento responsabile dei gulag sovietici e della Cambogia di Pol Pot, perché frequentavo gruppi e movimenti che li appoggiavano. [...] Era subentrata la normalità anche nell'estremismo: tutto quello che succedeva seguiva il conformismo dell'anticonformismo. Le scelte che avevo davanti erano o il terrorismo o l'eroina.”
“Nella mia giovinezza ho attraversato due momenti pericolosi: il rischio della lotta politica attraverso il terrorismo, e il rischio dell'autodistruzione tramite la droga.”
“Credo le cose in genere non per coloro che le sostengono ma per coloro che le avversano, è il mio modo di rapportarmi alla vita. Sono i miscredenti che mi hanno fatto ritornare cattolico, non sono i preti – mi dispiace ma è così.”
“Non mi sono proprio convertito, tutto è stato come ritornare a casa. È finita la mia guerra personale con Dio.”
“[Il problema chiave dell'oggi è] L'uomo. Quanto noi abiuriamo...
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Noam Chomsky
11 aprile 2012
da "I cortili dello Zio Sam", Noam Chomsky"I mass media sono solo uno degli elementi del più vasto sistema dottrinale: ne fanno parte anche i giornali di opinione, le scuole, le università, gli studi accademici eccetera. Oggi siamo particolarmente consapevoli del ruolo dei media, soprattutto di quelli più prestigiosi, perché essi sono stati esaminati diffusamente da coloro che analizzano criticamente le ideologie. Il sistema nel suo Complesso non è stato altrettanto studiato perché è difficile fare una ricerca sistematica. Ma ci sono ottime ragioni per ritenere che esso rappresenti gli stessi interessi dei media, come è lecito aspettarsi. Il sistema dottrinale, che produce quella che viene chiamata "propaganda", quando la fanno i nostri nemici, mira a colpire due diversi bersagli. Il primo viene talvolta chiamato "classe politica": quel 20% circa di popolazione relativamente istruita, più o meno articolata, che svolge un qualche ruolo nel meccanismo decisionale. Che costoro accettino la dottrina è vitale, perché occupano una posizione tale da poter definire le direttive e l'attuazione dell'azione politica.Poi c'è il restante 80% circa della popolazione. Sono i "semplici spettatori" di Lippman, di cui egli parla come del "gregge disorientato". Da loro ci si aspetta che obbediscano agli ordini e si tengano fuori dai piedi della gente importante. Sono il bersaglio deg...
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Wallace E. Oates e il “Teorema del decentramento”
11 aprile 2012
Wallace E. Oates è considerato uno dei padri del Federalismo Fiscale, in quanto formulò il “Teorema del Decentramento” che porta il suo nome.Nato nel 1937, dopo la laurea in Economia all’Università di Stanford negli Stati Uniti ed il conseguimento del Ph.D. (dottorato di ricerca) in Economia con una tesi sull’economia del federalismo, si è occupato di tematiche inerenti l’economia pubblica e la fiscalità locale ed è tuttora Professore Ordinario presso la Facoltà di Economia dell’Università del Maryland negli USA. Collabora con numerosi enti di ricerca ed istituzioni internazionali (tra cui l’OECD e l’Unione Europea) e con numerose agenzie federali e statali statunitensi. E’ stato anche nominato membro della Royal Norwegian Society for Sciences and Letters.Il suo “Teorema del Decentramento” afferma una verità molto semplice: se i cittadini hanno preferenze differenziate (come avviene, ad esempio, in uno Stato costituito da più comunità locali, caratterizzate ciascuna da peculiarità geo-territoriali, storia, tradizioni, bisogni diversi), è sempre preferibile una soluzione decentrata, che consenta un’articolazione differenziata nell’offerta dei beni pubblici, piuttosto che una soluzione centralizzata.Infatti, poiché esiste un inevitabile “scollamento” tra offerta pubblica di un bene o di un servizio e preferenza individuale (cioè non ...
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Bobby Sands un martire della Libertà
11 aprile 2012
di Gianni Sartori, da Quaderni Padani n 34
Il cinque maggio del 1981, esattamente vent’anni fa (n.d.w. l'articolo è stato scritto nel 2001), in seguito allo sciopero della fame, all’età di soli ventisette anni moriva Robert (Bobby) Sands, la prima vittima della protesta attuata dai prigionieri politici dell’Ulster nelle carceri di Sua Maestà. Bobby era nato a Rathcoole (nord Belfast) nel 1954 da una famiglia non particolarmente impegnata politicamente (da madre cattolica e padre protestante) e viveva in un quartiere a maggioranza protestante. Durante gli anni dell’adolescenza Bobby conobbe di persona la repressione, gli attacchi lealisti, la perdita continua dell’occupazione (lavorò soprattutto come apprendista meccanico in qualche carrozzeria) che caratterizzano la vita di un gran numero di giovani cattolici. Schedato come “sospetto” già all’età di quattordici anni, a diciotto anni, nell’autunno del 1972, aderì all’Ira Provisional. Appena un mese dopo venne arrestato e condannato a tre anni da scontare a Long Kesh. Erano i giorni dello “Special Category Status” e Bobby seppe impiegarli proficuamente: studiò l’Irlandese con passione e lesse accuratamente le opere di Fanon e Gorge Jackson. I compagni di prigionia lo ricordano come dotato di una grande personalità, che funzionava da catalizzatore nelle discussioni. In libertà nell’aprile del...
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Giorgio Gaber
11 aprile 2012
La scomparsa di Giorgio Gaber apre ancor più un vuoto tra coloro che, abbandonando l'impersonale "si", lanciano messaggi dalla forza di saette in direzione dell'altro.Perché Gaber faceva ciò? Non per narcisismo ci si disaffranca dal pensiero unico ma per la voglia di libertà che, come diceva lui stesso, è partecipazione!Ci restano solo le sue canzoni...libere!Sergio Terzaghi
L’AMERICA
dal disco "Gaber 96/97" 1997A noi ci hanno insegnato tutto gli Americani. Se non c’erano gli Americani a quest’ora noi eravamo Europei. Vecchi, pesanti, sempre pensierosi, con gli abiti grigi e i taxi ancora neri. Non c’è popolo che sia pieno di spunti nuovi come gli Americani. E generosi. Gli Americano non prendono mai. Danno, danno. Non c’è popolo più buono degli Americani. I Tedeschi sono cattivi. E’ per questo che le guerre gli vengono male. Ma non stanno mai fermi, ci riprovano, c’hanno il diavolo che li spinge: "Dai, dai!". Intanto Dio fa il tifo per gli Americani e secondo me ci influisce, non è mica uno scalmanato qualsiasi Dio, ci influisce. E il diavolo si incazza. Stupido, prende sempre i cavalli cattivi. Già, ma non può tenere per gli Americani, per loro le guerre sono una missione. Non le fanno mica per prendere… per dare! C’è sempre un premio per chi perde la guerra, quasi, quasi conviene: "Congratulazioni, Lei ha perso ancora!", e giù camion di...
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J.R.R. Tolkien
11 aprile 2012
di Paolo Gulisano
John Ronald Reuel Tolkien: ovvero un caso letterario le cui dimensioni vanno oltre il valore dell'opera dello studioso inglese, e che testimoniano il suo significato di maestro, in una società che di buoni maestri ne ha un disperato bisogno. Sono passati ormai oltre 40 anni dalla pubblicazione del capolavoro "Il Signore degli anelli", ma l'interesse per questo autore resta ancora alto.LO "SCRITTORE DEL SECOLO"Lo scorso anno un referendum tenutosi tra tutti i lettori frequentatori delle librerie britanniche ha proclamato "Il Signore degli Anelli" libro del secolo; un responso che ha suscitato un certo disappunto tra la critica ufficiale, dal momento che Tolkien è ancora considerato dall' intellighentia-snob un autore per bambini. Nel frattempo si sta girando il film del Signore degli Anelli, che si annuncia come un grandissimo successo cinematografico della prossima stagione, anche se le indiscrezioni che giungono dal set fanno dubitare della fedeltà all'opera originaria di Tolkien. TANTE RISTAMPE A tenere desta l'attenzione dei lettori di sempre e di quelli appartenenti alle nuove generazioni, la casa editrice Bompiani, che ha rilevato dalla Rusconi l'intero catalogo tolkieniano, ha cominciato a ristampare le opere classiche e di maggior successo dello scrittore inglese. A dispetto dunque di tutte le accuse più o meno malevole e ingiustificate rivolte d...
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Carlo Cattaneo
11 aprile 2012
Cattaneo, il ritorno del "gran Lombardo"
Introduzione del Prof. E.A. Albertoni(da la Padania, sabato 8 settembre 2001)
L'opera e la figura di Carlo Cattaneo (1801?1869) sono più noti per fama riportata ed Indiretta che per lettura diretta. E' una considerazione amara che riguarda non solo il grande pubblico ma anche coloro che fanno parte della comunità culturale e scientifica nelle sue numerosissime quanto diversificate sfaccettature e specializzazioni. Nonostante, tuttavia, questa ostilità della cultura ufficiale, sempre dimostratagli dalla proclamazione del Regno d'Italia (17 marzo 1861) in poi, Cattaneo a partire dai terribili anni quaranta del Novecento è stato scoperto e studiato. Oggi il grande Lombardo é più che mai attuale e non solo per il suo federalismo, progetto ed eresia politici con i quali sono stati e sono costretti a fare i conti sia tutti i pigri studiosi di storia nazionale quanto i conformisti analisti della politica contemporanea. Va, in modo particolare ricordato, che con Cattaneo la 'ragion di Stato', questo gravoso quanto controverso legato della tradizione italiana di studi politici, si dissolse in positivo e guardando in avanti, al futuro, in quelle che sono le moderne e contemporanee 'ragioni dei Popoli'.
IL MAESTRO ROMAGNOSI
In questo modo il 'princípio di nazionatità ? che il suo Maestro Gian Domeníco Romagnosi (1761?1835) aveva con un...
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Carl Schmitt
11 aprile 2012
a cura di Sergio Terzaghi
L'UNITA' DEL MONDO (*)
da: "Trasgressioni", I, 1986, n. 1, 117-128
(*) L'originale del saggio qui presentato, apparso in Spagna nel 1951, in un opuscolo pubblicato dalle Edizioni dell'Ateneo di Madrid con il titolo La Unidad del Mundo, costituisce il testo di una conferenza pronunciata da Schmitt nella capitale spagnola l'undici maggio di quello stesso anno. Il saggio tedesco pubblicato nel 1952 su «Merkur» (VI, 1, pp. 1-11), recante lo stesso titolo, Die Einheit der Welt, costituisce una stesura ridotta rispetto al testo della conferenza spagnola; esso presenta diverse modifiche e veri e propri tagli; nel saggio tedesco, ad esempio, manca tutto il paragrafo, di notevole interesse critico, su la «Concepción cristiana de la historía». La traduzione italiana è stata condotta sulla seconda edizione spagnola (immutata ... ) del 1956.
1. Il problema dell'unità
Parlando di unità del mondo non desidero mescolarmi con la politica attuale. Voglio discutere la questione su di un piano fondamentale, però concreto. Il grande problema dell'unità, in generale, ha molteplici aspetti. Persino il numero uno è un problema per la stessa matematica; l'unità è un problema teologico, filosofico, morale e politico di rilevanti proporzioni. Ugualmente lo sono, di conseguenza, la dualità e la pluralità. Non è inutile ricordare la profondità di questi pr...
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Gianfranco Miglio
11 aprile 2012
di Alessandro Campi
Sbaglia il poeta: la palma della crudeltà spetta all’agosto, mese torrido e distratto, quindi sconsigliato alle morti eccellenti ed inadatto alle commemorazioni. La morte di Gianfranco Miglio, avvenuta lo scorso l’11 agosto, è stata accompagnata da “coccodrilli” frettolosi, che ne hanno ricordato, più che la scienza e la dottrina, diffuse a piene mani in oltre trent’anni di insegnamento presso la Cattolica di Milano e in un centinaio tra libri saggi ed articoli, certi aspetti, tardivi e secondari, della sua esistenza e del suo modo di essere: l’appassionata militanza nella Lega bossiana (durata appena quattro anni), la schiettezza del linguaggio, talune civetterie nel vestire, un certo compiacimento luciferino nel mostrarsi al pubblico ed il gusto per la provocazione politico-intellettuale. E’ rimasto in ombra, nei commenti riportati dalla stampa, l’essenziale, ciò per cui Miglio, da qui in avanti, merita di essere ricordato: l’essere stato uno dei maggiori studiosi italiani di politica del Novecento, un organizzatore culturale di prima grandezza, un bibliofilo e bibliografo di rara competenza come ben sa chi ha frequentato la sua biblioteca di Como (un monumento di architettura e di erudizione), insomma un uomo di scienza, espressione di un accademismo rigoroso ed esigente, in Italia ormai scomparso. Come ogni pensatore di rango è s...
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Giovannino il sovversivo.
11 aprile 2012
Giovannino il sovversivo.“Non muoio neanche se mi ammazzano”. Guareschi contro tuttiFrancesco AgnoliIl Foglio 9 luglio 2005Alla morte di Giovannino Guareschi (a sessant’anni, nel 1968), nessun messaggio giunge dalle autorità di governo, nessuno da uomini politici. Solo tante calunnie, aspre e velenose, dai giornali più diffusi e da quelli di partito. Colui che aveva creato e diretto il settimanale più letto d’Italia, il Candido, lo scrittore italiano più tradotto al mondo, veniva dimenticato dall’Italia ufficiale, piena di fretta di seppellirlo, ma non dalla gente della Bassa, accorsa in massa al suo funerale. Nella predica il parroco apre un libro del defunto, e legge. “Adesso vi racconto tutto di me: ho l’età di chi è nato nel 1908, conduco una vita molto semplice, non mi piace viaggiare, non pratico nessuno sport, non credo in tante fantasticherie. Ma in compenso credo in Dio”. Poi il parroco prosegue: “Su questa terra noi piantiamo la croce di Cristo, del tuo Cristo che hai saputo far vibrare nei cuori e nelle coscienze degli italiani e di tanti altri milioni di uomini, soprattutto nell’ora della lotta”. La fretta di seppellire Guareschi continua ancor oggi, nel volenteroso sforzo di farlo dimenticare, ad esempio eliminandolo dalle antologie scolastiche, in cui invece trovano spazio autori noiosissimi, che non hanno mai avuto vera fortuna press...
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